| Scudi in legno dipinti, provenienti
dall'Australia. Collezione Capra, secolo XIX |
| Statuette lignee rappresentanti, probabilmente, degli antenati.
Provenienza: Isole Salomone. Collezione Pola, secolo XIX |
| Figurine umane stilizzate, lavorate a traforo e montate su bastoni
da danza. Provenienza: Nuova Britannia. Collezione Pola, secolo
XIX |
| Recipiente utilizzato per il trasporto e la
conservazione dell'acqua. Provenienza: Somalia. Acquistato nel
1972 |
| |
Collezioni etnografiche
Le collezioni etnografiche
formano il maggior nucleo espositivo del museo, con raccolte dell'Africa,
dell'Asia, dell'Oceania e in piccola parte dell'America. Accanto alle
serie etnografiche, esiste una raccolta di oggetti folkloristici, connessi
al mondo religioso e rurale europeo e in particolare italiano. Queste
raccolte furono acquisite in tempi diversi.
La Collezione Capra, giunta all'Istituto
nel 1928-29, durante la direzione del Tedeschi, riveste notevole valore
storico-etnografico e comprende oggetti provenienti da Australia, Nuova
Guinea e Nuova Zelanda: una serie di scudi in legno dolce dipinti con
motivi geometrici, alcune clave piatte, dei bastoni da getto, delle
mazze, dei boomerang di forme diverse, dei propulsori ornati di conchiglie,
delle asce litiche, un rombo, dei bastoncini-messaggio, una serie di
archi e frecce, un fregio in legno scolpito - rappresentante una divinità protettiva e
destinato ad ornare il frontone di una dimora - e altri oggetti tradizionali
della cultura maori, come una spatola in osso di capodoglio, considerata
un"insegna di nobiltà; un bastone di comando, in legno intagliato
e decorato di madreperla; armi e ornamenti diversi.
Negli anni 1934-1936 pervennero all'Istituto la Collezione dell'Arsenale
della Marina da Guerra austro-ungarica di Pola.
Queste raccolte costituivano un museo dell'Imperial Regia Marina che
alla fine della Prima Guerra Mondiale - con l'annessione dell'Istria
all'Italia - aveva subito un inevitabile smembramento: in questa occasione
la collezione etnografica, comprendente oggetti dell'Oceania e dell'Africa,
fu acquista dal Battaglia, allora direttore dell'Istituto di Antropologia
di Padova.
Sembra che parte degli oggetti provenienti dall'Oceania siano stati
raccolti durante la prima circumnavigazione della terra compiuta dalla
Marina austriaca sia per fini commerciali che scientifici. Alla spedizione
infatti si unirono scienziati diversi, sotto gli auspici dell'Imperial
Accademia delle Scienze di Vienna: tra questi un etnografo, Karl Scherzer,
che fu poi il cronista del viaggio.
La collezione giunta da Pola al Museo di Antropologia di Padova non
risulta far parte della lista ufficiale degli oggetti raccolti da Sherzer,
custoditi oggi dal Völkerkunde Museum di Vienna. Appare verosimile
l'ipotesi che, accanto alla collezione principale, se ne andassero formando
delle secondarie, o che molti oggetti costituissero dei doppioni. Rimane
il fatto che i materiali sono in parte simili, o comunque provengono,
nella maggioranza dei casi, dalle stesse località dei reperti
"ufficiali" (Caroline, Nuova Britannia, Ammiragliato, Salomone,
Is. Steward, N. Ebridi, N. Caledonia, Tonga, Lealtà, Figi, Samoa,
Tahiti, Gilbert). Inoltre, negli ultimi decenni dell'Ottocento, altre
navi, dopo il'Novara", salparono da Trieste o da Pola dirette
in Australia o in Polinesia: tra queste la "Helgoland", la
"Saida" e la "Fasana". Non è dunque da escludere
che il Museo dell'Arsenale della Marina austroungarica sia stato arricchito
anche da collezioni etnografiche raccolte nel corso di queste spedizioni.
A queste è senz"altro da attribuire un certo numero di oggetti
della costa africana orientale, da Zanzibar e dal Madagascar.

| Ami con corpo in madreperla e gancio di tartaruga. Provenienza:
Isole Salomone. Collezione Pola, secolo XIX (foto M. Milardi) |

| Ascia lignea con un"estremità di ferro, immanicata
ad una pagaia di tipo cerimoniale. Provenienza: Nuova Irlanda.
Collezione Pola, secolo XIX (foto M. Milardi) |

| Clava in legno con pala tagliata con un motivo a denti di
pescecane. Provenienza: Samoa. Collezione Pola, secolo XIX (foto
M. Milardi) |
Dall'India provengono molti oggetti acquisiti, per la maggior parte,
da Pierluigi Zampini negli anni "60. Altri oggetti, invece, appartengono
alla Collezione Pullè e risalgono
alla fine del 1800. Si tratta di oggetti d'uso comune (teiere, forme
per dolciumi, fornelli da pipa), strumenti musicali (flauti, violini,
tamburi), giocattoli, ornamenti, maschere sacre e rappresentazioni
di divinità.
Altro materiale d'uso comune, armi, oggetti legati al culto, strumenti
musicali provengono dal Tibet, Myanmar (Birmania), Tailandia e Filippine.
Dal Vicino Oriente (Turchia e Iran prevalentemente) provengono vari
oggetti acquisti negli anni "60 e "70 da Corrain e Zampini.
Si tratta di armi (archi, mazze, spade, asce), scudi, ornamenti, amuleti,
piccoli Corani e rosari islamici.
Alla Collezione Pola appartengono anche
oggetti provenienti dalle isole maggiori e dalla costa orientale africana:
in particolare scudi, armi e armature. Da menzionare per il suo valore è una
bellissima barca da pesca araba - quasi un pezzo unico - ad intreccio,
con vela e remi. Dall'Africa sud-sahariana provengono armi (clave, lance,
giavellotti, sciabole, coltelli da lancio, spade), scudi, strumenti
musicali, contenitori per liquidi, ornamenti, esempi di artigianato
locale e oggetti d'uso quotidiano.
Altro materiale etnografico, acquistato da Corrain e Zampini, proviene
dal continente europeo (in maggioranza dall'Italia). Si tratta di ornamenti,
oggetti d'uso domestico, strumenti per la caccia e la pesca, per le
attività agricole e artigianali, strumenti musicali, oggetti
legati al culto.
Scarsamente rappresentata è l'America, di cui tuttavia si possiede
una tunica in pelle, completa di accessori, appartenuta ai Sioux.
Un discorso a parte merita la pregevole collezione di modellini navali,
proveniente dal Museo di Pola e che la tradizione vuole fossero esposti
nel quadrato di poppa di un incrociatore austriaco. La serie rappresenta
imbarcazioni diffuse un tempo nell'area che dal Sudest asiatico si
estende alle coste orientali dell'Africa e - a est - giunge sino ai
più
lontani arcipelaghi melanesiani (Figi) e all'estrema punta dell'America
meridionale (Terra del Fuoco).
|