CAM - Centro di Ateneo per i Musei

Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte







La gipsoteca: l'area dell'impluvio

 

Collezioni: la Gipsoteca

L’istituzione della gipsoteca si deve a Gherardo Ghirardini, che nell’autunno del 1899 fu chiamato alla cattedra di archeologia a Padova dove rimase sino al 1907. La gipsoteca venne dunque ad integrare il “Gabinetto di Archeologia” (questo era allora il nome del museo), formato dalla raccolta antiquaria di Marco Mantova Benavides, nucleo originario del museo, e dalle raccolte di ceramiche e di instrumentum domesticum.

L’impegno maggiore per il potenziamento della gipsoteca, calcolabile tra il 60% e il 70% della consistenza finale, si deve tuttavia al successore Giuseppe Pellegrini, morto nel 1918. Egli effettuò numerosi acquisti e ricevette pure, nel 1916, una donazione di calchi minoici.
Successivamente la gipsoteca, pur con ritmo più lento, continuò a crescere, comprendendo anche opere diverse dalle copie di scultura come i calchi di monete e quelli di materiali preistorici. L’ultimo ampliamento si ebbe nel 1980 quando giunse un deposito di 11 opere dal Museo Correr di Venezia.

Il settore occidentale del museo, che ospita la Gipsoteca, fu concepito dal progettista Gio Ponti negli anni ’30 del Novecento come uno spazio assai articolato nel quale compariva al centro, tra pilastri, uno spazio con una vasca soprastata da un’ampia apertura a soffitto imitante l’atrio di una casa romana (in pianta il n. 1). Successivamente questo spazio, come l’emiciclo di fondo (in pianta il n. 2 ), furono profondamente modificati fino a che, al termine degli anni ’90, dovendosi procedere ad urgenti lavori edilizi e di sicurezza in tutto il museo, si è colta l’occasione per riallestire anche il settore della gipsoteca ripristinando, là dove possibile, l’originario progetto di Gio Ponti e completandolo con un nuovo allestimento delle opere

Le Collezioni Lazzarini e Ongaro
Sul lato meridionale della Gipsoteca è stato ripristinato nel 2008 il muro divisorio (in pianta il n. 9 ) creato originariamente da Gio Ponti per separare l’area espositiva dalla zona di transito presso l’ingresso secondario attiguo al Dipartimento di Archeologia. Il muro è stato trasformato in parete attrezzata nella quale trovano posto, sul lato sud la Collezione litologica, donata da Lorenzo Lazzarini nel 2008, comprendente campioni di marmi usati nell’edilizia antica; sul lato nord  la gipsoteca minore, comprendente 11 calchi minoici donati da Massimiliano Ongaro nel 1916 ed infine una piccola ma preziosa collezione numismatica donata sempre da Lorenzo Lazzarini in anni recenti.
L’esposizione è completata da alcuni modelli di ceramiche ad uso didattico.

 

Assonometria della Gipsoteca (elaborazione grafica A.De Paoli)
Gipsoteca Collezione litologica Lazzarini Calco dell'Hermes con Dioniso bambino di Prassitele Calco dell'Afrodite accovacciata Calchi di sculture greche Calchi di opere dal Partenone di Atene La gipsoteca: l'area dell'impluvio Calchi di opere di età romana Calco del cosiddetto Spinario Calchi di opere ellenistiche di scuola pergamena

 
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