CAM - Centro di Ateneo per i Musei

Museo di Geologia e Paleontologia




Cranio, visto dal palato, di Anthracotherium monsvialense dall’Oligocene di Monteviale (Vicenza).


 

Approfondimenti: gli antracoteri

Gli Antracoteri sono mammiferi oggi estinti, affini ai suini ed agli ippopotami. Come questi ultimi erano animali con abitudini anfibie e possedevano una dentatura robusta, adatta a scavare nel fango e strappare le piante acquatiche delle quali si nutrivano. Essa era costituita da grossi incisivi a forma di spatola e da canini ricurvi e molto sviluppati; i molarierano buno­selenodonti,come quelli dei suini e degli ippopotami. Le zampe anteriori erano provviste di cinque dita, mentre gli arti posteriori ne avevano solo quattro.

I resti fossili di questi animali sono frequenti in Asia e in Europa, a partire dall’Eocene fino al Pliocene, inizialmente con forme relativamente piccole (grandi circa come un maiale attuale), che divennero via via più grandi, fino a raggiungere le dimensioni degli attuali ippopotami. Gli Antracoteri sono particolarmente frequenti nei depositi di lignite dell’Oligocene, tra i quali c’è appunto il giacimento di Monteviale (provincia di Vicenza, Oligocene inferiore, circa 30 milioni di anni), nel quale sono stati rinvenuti numerosi resti attribuiti alla specie Anthracotherium monsvialense De Zigno, 1888, esposti in museo.

Una curiosità: il nome generico Anthracotherium deriva dal greco "anthrax" = "carbone" e "therium" = "animale selvatico", e sta a ricordare che i fossili di questi primitivi animali sono stati rinvenuti di frequente proprio nei giacimenti di carbone fossile, quale appunto la lignite.









 

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