CAM - Centro di Ateneo per i Musei

Museo di Geologia e Paleontologia



Bomba a crosta di pane, risalente all’eruzione del 1877-78 di Vulcano (Me)



Bomba fusiforme del Vesuvio (Na)



Lapilli da Puy de Dome (Francia)



Pomice da Vulcano (Me)



 

Approfondimenti: prodotti dell’attività vulcanica

L’attività vulcanica comprende tutte le manifestazioni di fenomeni vulcanici che avvengono sulla superficie dela crosta terrestre, attraverso l’emissione più o meno violenta di roccia fusa, lava solidificata, brandelli di rocce strappate alla camera magmatica e al condotto d’eruzione, gas e vapori: la geyserite è, ad esempio, una roccia dovuta all’incrostazione dei minerali sciolti nei vapori che alimentano i geyser. La terminologia classificativa dei prodotti vulcanici è stata molto influenzata dalle antiche teorie che spiegavano il vulcanesimo con l’azione di fuochi sotterranei del tutto simili a quelli delle fucine. Ceneri e scorie sono due prodotti vulcanici di tipo esplosivo che ricordano scarti dell’attività metallurgica, ma che derivano entrambi dalla frantumazione esplosiva della lava in frammenti che poi solidificano in volo. Il tufo è una roccia vulcanica prodotta dall’accumulo di ceneri e scorie. Più grossolani delle scorie sono i lapilli (dalla parola latina che significa sassolino), che essendo più grandi (fino a 5 cm circa di diametro) possono raffreddare più lentamente assumento una forma arrotondata. I “lapilli accrezionari” sono un tipo di lapilli che hanno continuato a crescere all’interno di una nube eruttiva di polveri e gas acquisendo una struttura a gusci concentrici simile ai chicchi di grandine. Ancora più grandi dei lapilli sono le bombe vulcaniche, che dalle dimensioni della ghiaia molto grossolana arrivano a blocchi grandi diversi metri cubi e che comprendono sia materiale lavico solidificato in volo o dopo l’”atterraggio” e frammenti di roccia solida strappati alle pareti del condotto vulcanico. Le bombe a crosta di pane prendono questo nome perché si sono formate quando la superficie solida della bomba si è fratturata sotto la spinta dei gas intrappolati nell’interno ancora fluido, che è poi solidificato a sua volta facendo assumere alla bomba l’aspetto di una pagnotta. Le bombe fusiformi sono invece il prodotto di lave più calde e fluide, che raffreddano più lentamente e permettono ai brandelli di lava di assumere una forma aereodinamica mentre sono in volo. La pomice è un altro tipo di prodotto esplosivo ed è originato dal raffreddamento di un magma di tipo acido molto rico di gas: poiché i magmi ricchi in silicio (e cioè acidi) sono estremamente viscosi, i gas al loro interno faticano a sfuggire e si raccolgono in bolle che formano una vera e propria schiuma di roccia che solidifica. Certe pomici sono così bollose che il loro peso specifico è minore di quello dell’acqua, sulla quale galleggiano. Anche la breccia resinitica è un prodotto vulcanico di tipo esplosivo che si forma nelle eruzioni di magmi molto ricchi in silicio: la roccia viene finemente polverizzata dall’esplosione e forma una “nube ardente” (fino a 800°C) di gas, polveri e scorie che scorre come una valanga di neve radente al suolo a velocità che possono raggiungere i 200 km/hr. Il materiale surriscaldato, quando finalmente si deposita, raffredda troppo rapidamente per cristallizzare ed assume un aspetto vetroso o resinoso.

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