
| Archimedes wortheni, un briozoo del Paleozoico dell’Illinois (USA). |
| Hallopora ramosa, un briozoo del Paleozoico dell’Ohio (USA). |
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Approfondimenti: i briozoi
I briozoi sono organismi coloniali conosciuti a partire dall’Ordoviciano. Attualmente si tratta di forme perlopiù marine e bentoniche, vale a dire che vivono sui fondali, attaccati molto spesso a substrati duri; solo pochi tra i briozoi sono in grado di spostarsi autonomamente. Si cibano di particelle organiche che catturano filtrando l’acqua.
Le colonie possono avere le forme più diverse ad esempio a disco, a bastoncino, "piumate" e raggiugono anche dimensioni ragguardevoli, fino a 1 metro di diametro, nonostante gli individui (zoidi) raramente superino il millimetro. Tutti gli zoidi di una colonia sono geneticamente identici, perché derivano dallo stesso individuo "progenitore", chiamato ancestrula. Ciononostante all’interno della colonia gli zoidi si possono specializzare in diverse attività: pulizia della colonia, riproduzione, difesa e così via. Il corpo degli zoidi possiede una parte dura, detta zooecium, che in molti casi ha forma di tubo ed è costituita da sostanze fibrose di origine proteica, ma più spesso è mineralizzata. I briozoi secernono infatti carbonato di calcio sotto forma di calcite o aragonite e attualmente sono fra i più importanti produttori di carbonato di calcio dei mari australiani e neozelandesi meridionali.
I briozoi marini sono suddivisi in due classi: Stenolemata e Gymnolemata. I primi sono forme altamente mineralizzate molto diffuse durante il Paleozoico e il Mesozoico, fino alla fine del Cretaceo; i secondi, pur essendo anch'essi noti dal Paleozoico, hanno raggiunto la massima diffusione nel Cenozoico e sono attualmente gli unici rappresentanti del gruppo. Essi comprendono specie con zooeci più scarsamente mineralizzati, le cui colonie hanno forme eleganti e delicate.
I briozoi sono dei buoni indicatori ambientali, tipici di mari delle zone temperate, con bassi fondali, salinità media e moderato tasso di sedimentazione; inoltre la forma e le dimensioni tanto della colonia quanto degli zoidi sembrano essere correlate alla profondità: le dimensioni diminuiscono all’aumentare della profondità.
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