| Resti di cervo (Cervus elaphus), dalle
torbiere oloceniche di Fimon (VI) |
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Approfondimenti: il cervo
Il cervo (Cervus elaphus Linnaeus,
1758) è uno dei
più maestosi ungulati selvatici presenti in Italia a partire
dal Pleistocene inferiore. Esso è diffuso su quasi tutto l'arco
alpino e in numerose aree dell'appennino, mentre in Sardegna è presente
la sottospecie C. elaphus corsicanus . Oltre che in Italia
si ritrova in tutta Europa, in Africa Nord-occidentale, in Asia e Nord
America.
Tra maschi e femmine vi sono notevoli differenze: i primi
sono più grandi
e robusti, arrivando a 105-130 cm di altezza al garrese per un peso
di 100-180 kg, contro i 90-110 cm di altezza per 60-90 kg di peso.
La caratteristica più evidente dei maschi sono però i
grandi palchi di corna caduche. Le corna, rivestite dal "velluto",
nascono da una protuberanza dell'osso frontale; annualmente cadono
e, nella ricrescita, il numero di ramificazioni aumenta fino a dodici.
I cervi sono animali ben adattatati alla vita di foresta, il loro
corpo è snello e gli arti lunghi. Gli animali adulti hanno
pelliccia bruno-rossa, che in inverno diventa grigio-brunastra, mentre
i cuccioli, fino all'età di circa tre mesi, presentano caratteristiche
maculature bianche sui fianchi.
I cervi vivono in branchi, popolando
boschi ampi, intercalati da prati e pascoli, nei quali è abbondante
l'acqua.
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