CAM - Centro di Ateneo per i Musei

Museo di Geologia e Paleontologia



Linee di costa dell'Italia durante le glaciazioni. Da Pinna G. (1976) Il Grande libro dei fossili , Ed. Rizzoli (modificato) ;



Neptunea contraria



Mya truncata



 

Approfondimenti: l'Era Glaciale

La cosiddetta Era glaciale iniziò nel Pleistocene circa 1,800,000 anni fa e finì circa 10,000 anni fa, quando ha avuto inizio l'epoca nella quale viviamo, l'Olocene. Durante questo intervallo di tempo lunghi periodi freddi, alternati a periodi caldi, si sono ripetuti più volte interessando soprattutto l'emisfero settentrionale. Tutte queste fasi, ed in particolare quelle glaciali, hanno lasciato la loro "firma", nei sedimenti, nei fossili e nella morfologia dei paesaggi che ci circondano.

Durante i periodi freddi, detti glaciazioni, la marcata diminuzione della temperatura causò l'estendersi dei ghiacciai, delle calotte polari e il conseguente abbassamento del livello marino, favorendo così l'emersione di ampie fasce costiere.
Nei periodi caldi, chiamati interglaciali, l'innalzamento della temperatura determinò lo scioglimento di parte delle masse glaciali e l'aumento del livello del mare disegnò linee di costa più alte di quelle attuali.

Conseguentemente a questi cambiamenti climatici le flore e le faune più sensibili alle variazioni di temperatura, sia marine che continentali, si spostarono, seguendo le avanzate e i ritiri dei ghiacci, con ripetute migrazioni, e i fossili che oggi troviamo, ci danno precise indicazioni sui diversi climi succedutisi.

Nei depositi marini del bacino del Mediterraneo, per esempio si trovano molluschi fossili dell'inizio del Pleistocene, i cosiddetti "ospiti freddi" come Arctica islandica , Panopea norvegica, Mya truncata e Neptunea contraria , che attualmente vivono nel mar Baltico, mentre durante l'ultimo interglaciale sono arrivati dal Sud gli "ospiti caldi", come Strombus bubonius , Conus testudinarius e Brachidontes senegalensis , attualmente viventi nei mari tropicali.

Negli ultimi anni anche i microfossili hanno trovato ampia applicazione nello studio delle variazioni climatiche del passato. Sulla base delle variazioni isotopiche dell'Ossigeno presente nei gusci dei foraminiferi, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire le variazioni dimensionali delle calotte glaciali e quindi le variazioni climatiche.


Ricostruzione di un paesaggio glaciale europeo

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