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Approfondimenti: le faglie
Le faglie sono delle fratture lungo le quali si è verificato un movimento relativo (dislocazione o rigetto) delle rocce a contatto sui due lati opposti del piano di faglia, ovvero la superficie lungo la quale è avvenuto lo scorrimento. Il piano di faglia può essere verticale o variamente inclinato, fino ad orizzontale. Quando la faglia è inclinata rispetto alla verticale, il margine sottostante il piano di scorrimento è detto letto, quello soprastante tetto. In base alla direzione di movimento relativa dei margini di faglia si distinguono faglie dirette [cliccando apre in nuova finestra: faglia_dir-anim5.gif], se le rocce al tetto si sono abbassate rispetto a quelle al letto; inverse [apre in nuova finestra: faglia_inv-anim5.gif], quando le rocce al letto si sono sollevate rispetto alle rocce al letto; trascorrenti [apre in nuova finestra: faglia_trasc-anim5.gif] (sinistre o destre), se i due margini si sono spostati lateralmente uno rispetto all’altro.
La fratturazione e lo scorrimento possono avvenire a tutte le scale: dai grandi lineamenti tettonici, estesi per chilometri attraverso la crosta terrestre e responsabili di grandi terremoti (ad esempio la faglia inversa al largo dell’isola di Sumatra, estesa per oltre 1200 km, che ha provocato il disastroso tsunami indonesiano del dicembre 2004), a microfaglie visibili solo al microscopio. Il piano di scorrimento, che nel caso delle faglie più piccole è una netta superficie di contatto, nelle faglie più grandi è rappresentato da una fascia ampia fino a diversi metri di rocce sbriciolate dall’attrito (dette cataclasiti o miloniti), o da un intreccio di faglie minori nel caso delle strutture ancora più grandi, come la Faglia di S. Andrea in California: lunga migliaia di chilometri e ampia decine di chilometri.
Le faglie sono la conseguenza diretta della natura dinamica del pianeta Terra che, diversamente dagli altri pianeti del Sistema Solare, è un corpo in continua evoluzione sotto l’azione di forze alimentate dal calore prodotto all’interno del pianeta. La crosta terrestre è suddivisa in numerose placche rigide giustapposte, che si muovono l’una rispetto all’altra spinte da moti convettivi nel mantello sottostante e nel tempo accumulano sforzi crescenti lungo le zone di contatto. Quando l’energia accumulata supera la resistenza delle rocce, viene rilasciata provocando il movimento relativo dei blocchi a contatto e scatenando i terremoti.

| Rappresentazione schematica di una faglia |
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