CAM - Centro di Ateneo per i Musei

Museo di Geologia e Paleontologia




Piccole faglie nei calcari dolomitici selciferi, dalla Valle di Schevenin, Quero (BL)



Liscione di faglia nelle porfiriti triassiche, da Predazzo (TN)



Milonite lungo frattura nella Dolomia principale, Val Cordevole (BL)



Pesce teleosteo fagliato da Bolca (VR)


 

 

 

Approfondimenti: le faglie

Le faglie sono delle fratture lungo le quali si è verificato un movimento relativo (dislocazione o rigetto) delle rocce a contatto sui due lati opposti del piano di faglia, ovvero la superficie lungo la quale è avvenuto lo scorrimento. Il piano di faglia può essere verticale o variamente inclinato, fino ad orizzontale. Quando la faglia è inclinata rispetto alla verticale, il margine sottostante il piano di scorrimento è detto letto, quello soprastante tetto. In base alla direzione di movimento relativa dei margini di faglia si distinguono faglie dirette [cliccando apre in nuova finestra: faglia_dir-anim5.gif], se le rocce al tetto si sono abbassate rispetto a quelle al letto; inverse [apre in nuova finestra: faglia_inv-anim5.gif], quando le rocce al letto si sono sollevate rispetto alle rocce al letto; trascorrenti [apre in nuova finestra: faglia_trasc-anim5.gif] (sinistre o destre), se i due margini si sono spostati lateralmente uno rispetto all’altro.

La fratturazione e lo scorrimento possono avvenire a tutte le scale: dai grandi lineamenti tettonici, estesi per chilometri attraverso la crosta terrestre e responsabili di grandi terremoti (ad esempio la faglia inversa al largo dell’isola di Sumatra, estesa per oltre 1200 km, che ha provocato il disastroso tsunami indonesiano del dicembre 2004), a microfaglie visibili solo al microscopio. Il piano di scorrimento, che nel caso delle faglie più piccole è una netta superficie di contatto, nelle faglie più grandi è rappresentato da una fascia ampia fino a diversi metri di rocce sbriciolate dall’attrito (dette cataclasiti o miloniti), o da un intreccio di faglie minori nel caso delle strutture ancora più grandi, come la Faglia di S. Andrea in California: lunga migliaia di chilometri e ampia decine di chilometri.

Le faglie sono la conseguenza diretta della natura dinamica del pianeta Terra che, diversamente dagli altri pianeti del Sistema Solare, è un corpo in continua evoluzione sotto l’azione di forze alimentate dal calore prodotto all’interno del pianeta. La crosta terrestre è suddivisa in numerose placche rigide giustapposte, che si muovono l’una rispetto all’altra spinte da moti convettivi nel mantello sottostante e nel tempo accumulano sforzi crescenti lungo le zone di contatto. Quando l’energia accumulata supera la resistenza delle rocce, viene rilasciata provocando il movimento relativo dei blocchi a contatto e scatenando i terremoti.


Rappresentazione schematica di una faglia

 




 

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