CAM - Centro di Ateneo per i Musei

Museo di Geologia e Paleontologia




Diatomee, microscopiche alghe unicellulari



Accumulo di conchiglie di bivalvi (Glycimeris e Acanthocardia), Pleistocene di Sciacca (Ag)



Paranguilla tigrina, dell'Eocene di Bolca (VR)



 

Approfondimenti: cosa sono i fossili

Si definisce "fossile" il resto di qualsiasi organismo vissuto in epoche passate e conservatosi fino ad oggi all'interno delle rocce sedimentarie. Sono considerati fossili anche le tracce dell'attività degli organismi stessi, quali per esempio le orme (icnofossili), le tane e gli escrementi (coproliti). Le dimensioni dei fossili vanno dai pochi millesimi di millimetro di alcuni microfossili, osservabili solo al microscopio, fino alle decine di metri di lunghezza dei grandi dinosauri.
Il termine "fossile" deriva dal latino
fodere, che significa "scavare". In passato fossilium stava ad indicare qualunque oggetto scavato, quindi, oltre ai resti degli organismi, anche i minerali e i reperti archeologici.

La fossilizzazione è un evento piuttosto raro, che consiste in un insieme di processi chimici e fisici grazie ai quali i resti degli organismi si trasformano profondamente. Di tutti gli organismi che hanno popolato il nostro pianeta nel corso del tempo solo una piccola parte ha potuto fossilizzarsi e, probabilmente, solo una piccolissima parte di tutti quei fossili è stata fino ad ora scoperta e studiata.

Affinché avvenga la fossilizzazione è necessario che, dopo la morte, i resti vengano sepolti il più rapidamente possibile nei sedimenti, al fine di sottrarli da tutti gli agenti che ne potrebbero causare la distruzione (microrganismi responsabili della decomposizione, animali che si nutrono di carogne, azione di correnti, onde e vento, che provocano abrasione, frammentazione, disarticolazione e così via). Le parti più dure e resistenti, come le ossa, i denti, il legno e le conchiglie, hanno più probabilità di fossilizzare rispetto ai tessuti molli, che tendono a decomporsi in tempi molto brevi, e sono perciò i fossili più frequenti.

Dopo il seppellimento sotto ad uno strato più o meno spesso di sedimenti, i resti degli organismi sono sottoposti agli stessi processi che trasformano i sedimenti in rocce (diagenesi). Tali trasformazioni implicano reazioni chimiche e processi fisici che variano a seconda del tipo di resti e del tipo di sedimento inglobante e che dipendono essenzialmente dalla presenza delle acque impregnanti il sedimento e dai sali in esse disciolti.



 




 

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