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Approfondimenti: cosa sono i fossili
Si definisce "fossile" il resto di
qualsiasi organismo vissuto in epoche passate e conservatosi fino ad
oggi all'interno delle rocce sedimentarie. Sono considerati fossili
anche le tracce dell'attività degli organismi stessi, quali per
esempio le orme (icnofossili), le tane e gli escrementi (coproliti).
Le dimensioni dei fossili vanno dai pochi millesimi di millimetro di
alcuni microfossili, osservabili solo al microscopio, fino alle decine
di metri di lunghezza dei grandi dinosauri.
Il termine "fossile" deriva dal latino fodere,
che significa "scavare". In passato fossilium stava
ad indicare qualunque oggetto scavato, quindi, oltre ai resti degli
organismi, anche i minerali e i reperti archeologici.
La fossilizzazione è un evento piuttosto raro, che consiste in
un insieme di processi chimici e fisici grazie ai quali i resti degli
organismi si trasformano profondamente. Di tutti gli organismi che hanno
popolato il nostro pianeta nel corso del tempo solo una piccola parte
ha potuto fossilizzarsi e, probabilmente, solo una piccolissima parte
di tutti quei fossili è stata fino ad ora scoperta e studiata.
Affinché avvenga la fossilizzazione è necessario che,
dopo la morte, i resti vengano sepolti il più rapidamente possibile
nei sedimenti, al fine di sottrarli da tutti gli agenti che ne potrebbero
causare la distruzione (microrganismi responsabili della decomposizione,
animali che si nutrono di carogne, azione di correnti, onde e vento,
che provocano abrasione, frammentazione, disarticolazione e così
via). Le parti più dure e resistenti, come le ossa, i denti,
il legno e le conchiglie, hanno più probabilità di fossilizzare
rispetto ai tessuti molli, che tendono a decomporsi in tempi molto brevi,
e sono perciò i fossili più frequenti.
Dopo il seppellimento sotto ad uno strato più o meno spesso di
sedimenti, i resti degli organismi sono sottoposti agli stessi processi
che trasformano i sedimenti in rocce (diagenesi). Tali trasformazioni
implicano reazioni chimiche e processi fisici che variano a seconda
del tipo di resti e del tipo di sedimento inglobante e che dipendono
essenzialmente dalla presenza delle acque impregnanti il sedimento e
dai sali in esse disciolti.
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