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Museo di Geologia e Paleontologia




 





 

Approfondimenti: il cervo gigante

Il megacero, Megaloceros giganteus (Blumenbach, 1803), detto anche cervo gigante, è indubbiamente, insieme al mammut lanoso e alla tigre dai denti a sciabola, uno dei più spettacolari e più noti mammiferi quaternari.

Era alto più di due metri al garrese e possedeva palchi che potevano raggiungere i tre metri e mezzo di ampiezza. Oltre a ispirare sempre meraviglia nel vasto pubblico, il megacero ha avuto un posto d’onore nel dibattito sulla teoria evoluzionistica per le due domande chiave che i suoi ingombranti palchi ponevano: che significato adattativo possono avere palchi di tale ampiezza che vengono sostituiti ogni anno? Può il loro eccessivo sviluppo essere stato la causa della sua estinzione? Effettivamente, l’ingombro dei palchi impediva al megacero di muoversi agevolmente in zone forestate e la loro ricrescita annuale richiedeva foraggio ad elevato potere nutrizionale. L’ampiezza dei palchi era probabilmente dovuta alla selezione sessuale, cioè al fatto che le femmine si accoppiavano preferenzialmente con maschi dai palchi più estesi perché questi maschi dovevano essere più abili nel procurarsi il cibo sufficiente per sviluppare ogni anno tali trofei e avrebbero passato tale abilità alla loro progenie.

Durante l’Ultima Glaciazione, il megacero era diffuso in tutta Europa e si spingeva a sud fino al nord Africa e ad est fino alla Siberia e alla Cina. Generalmente si riteneva che il megacero si fosse estinto alla fine del Pleistocene Superiore insieme agli altri grossi mammiferi quaternari ma è stato recentemente dimostrato che sopravvisse in Siberia fino a 7000 anni fa. Con il raffreddamento climatico che aveva causato il dilagare in Europa di un ambiente di tundra povera di nutrienti, sulle propaggini orientali degli Urali, stretta tra le foreste dei versanti più alti e le aride steppe erbacee delle pianure circostante, persisteva infatti una comunità vegetazionale ad erbe e cespugli, a struttura abbastanza aperta da consentire il movimento del grosso cervo e abbastanza ricca dal punto di vista nutrizionale da consentire la sussistenza.








 

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