Approfondimenti: le piattaforme carbonatiche
Piane di marea e lagune
Nei sistemi carbonatici le lagune o le aree costiere a bassa inclinazione (piane tidali) possono facilmente diventare ipersaline ed essere soggette a sedimentazione evaporitica, perciò rappresentano ambienti ostili per la maggior parte degli organismi marini. Per questo motivo nelle lagune la produzione carbonatica è modesta rispetto ai margini della piattaforma, dove si concentrano le specie biocostruttrici, ma l’azione stabilizzatrice delle praterie di alghe e dei tappeti di cianobatteri, che proliferano in questi ambienti marginali, intrappola grandi quantità di detrito carbonatico che altrimenti verrebbe rimosso e trasportato al largo da onde e correnti. Se la piattaforma è molto estesa le zone più interne possono avere un riciclo dell’acqua molto ridotto e diventare asfittiche (povere di ossigeno), mentre altre possono venire sommerse solo durante l’alta marea e subire ripetuti cicli di sommersione e disseccamento. Gli antichi depositi di laguna sono spesso formati da strati fittamente laminati, dove ogni lamina può rappresentare la sedimentazione stagionale o giornaliera. Sono anche comuni le fessurazioni poligonali di disseccamento, le brecce prodotte dalle tempeste, i conglomerati accumulatisi nei canali di marea.
<<< dinamiche deposizionali
margini della piattaforma
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