CAM - Centro di Ateneo per i Musei

Museo di Geologia e Paleontologia






Due immagini di Vulcano (ME).
In una di esse sono osservabili l’intensa attività fumarolica e la deposizione di zolfo e minerali sulfurei, che caratterizzano il bordo del cratere.




 

Approfondimenti: le rocce magmatiche

Le rocce magmatiche derivano dalla cristallizzazione per raffreddamento di magma fuso: questo è una miscela eterogenea di vari elementi, che raffreddandosi si legano formando i minerali che comporranno la roccia solida. Queste rocce vengono innanzitutto classificate in base alle condizioni in cui si sono formate: le rocce intrusive o plutoniane sono solidificate molto lentamente in profondità nella crosta, quelle effusive sono raffreddate molto rapidamente sulla superficie della crosta terrestre. La diversa velocità di raffreddamento ha conseguenze importanti, perché non tutti i minerali che formano la roccia cristallizzano alla stessa temperatura ed a partire da uno stesso magma si formano rocce diverse a seconda della velocità di raffreddamento.

Le rocce magmatiche vengono poi classificate in base alla composizione chimica, in particolare la percentuale di silice: rocce con più del 65% di silice sono definite acide, se hanno meno del 52% di silice sono definite basiche, infine le rocce ultrabasiche hanno meno del 45% di silice. Le rocce intermedie contengono tra il 52 e il 65% di silice. La diversa percentuale di silice dipende dalle condizioni di formazione del magma e influenza il tipo di prodotti finali.

I magmi basici sono tipici delle zone oceaniche e dei margini distensivi delle placche e si originano dalla fusione parziale del mantello terrestre. Le lave basiche sono povere in silice, fondono ad alta temperatura (1200°C) e sono povere in gas, perciò danno origine ad eruzioni tranquille, con ampi espandimenti lavici. L’Etna è un tipico vulcano formato da magmi basici e, nonostante la sua attività quasi continua, storicamente non ha mai provocato eruzioni di particolare pericolosità.

I magmi intermedi ed acidi si formano tipicamente all’interno delle placche continentali e lungo i margini di subduzione per fusione della crosta continentale. Fondono a basse temperature (700°C) e risultano estremamente viscosi. Inoltre le lave acide sono ricche in acqua che, mano a mano che la pressione diminuisce durante la risalita attraverso la crosta, tende a formare delle bolle. In prossimità della superficie la pressione delle bolle di gas e vapore può superare la viscosità del magma e provocare eruzioni esplosive. Il Vesuvio è un vulcano alimentato da magmi intermedi ed è caratterizzato da una successione di cicli eruttivi della durata di alcune centinaia di anni, che iniziano con colate laviche e culminano con violente eruzioni esplosive.

 





 

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