| Esemplare di Trionyx (olotipo di T.
schaurothianus), dell'Oligocene inferiore di Monteviale
(VI) |
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Approfondimenti: tartarughe e testuggini
Sia le tartarughe sia le testuggini sono rettili appartenenti
all'ordine dei Cheloni.
I Cheloni sono comparsi nel Triassico superiore
e sono tra gli organismi che meno hanno mutato la propria morfologia
nel corso del tempo, guadagnando così l'appellativo di "fossili
viventi". Già nelle forme più antiche, infatti, è presente
il caratteristico "guscio" dal quale escono la testa, gli
arti e la coda, quasi sempre retrattili. Il guscio è costituito
da una parte dorsale convessa (carapace) e da una ventrale piatta
(piastrone), ciascuna formata da piastre ossee connesse allo
scheletro interno. Esternamente le piastre sono ricoperte da
spessi scudi cornei o, più raramente, da semplice epidermide.
La disposizione delle piastre e degli scudi può essere
usata per distinguere le varie specie.
Le tartarughe sono forme
acquatiche, mentre le testuggini sono terrestri. Tra le prime
vi sono alcune specie marine, come ad esempio Caretta caretta ,
diffusa anche nel Mediterraneo, e altre palustri o semiacquatiche.
In ogni caso anche le specie completamente adattate alla vita
acquatica tornano sulla terraferma almeno per deporre le uova.
Le abitudini alimentari sono molto varie: vi sono, infatti, specie
erbivore, insettivore e carnivore. Tra queste ultime si annoverano
anche forme piuttosto aggressive, a dispetto della proverbiale
lentezza e placidità tradizionalmente
attribute a questi animali.
Nei giacimenti del Paleogene del
Veneto sono comuni i Trionici. Questi, diffusi anche attualmente,
sono comunemente conosciuti
come "tartarughe dal guscio molle", perché le piastre
osse del carapace sono ricoperte non da scaglie cornee, ma da
epidermide semplice; in ogni caso, il carapace mantiene una certa
consistenza. Si tratta di forme acquatiche, carnivore, di medie
o piccole dimensioni. Per esempio Trionyx sinensis (Asia
sudorientale) ha carapace lungo fino a circa 20 cm, mentre T.
ferox della Florida può arrivare a 40-50 cm di lunghezza.
Il loro habitat è costituito da paludi e specchi d'acqua
dolce o salmastra, in zone dal clima tropicale. Allo stato fossile
sono conosciute in molte località del Terziario europeo,
in particolare dall'Eocene al Pliocene, in Francia, Germania,
Belgio e Inghilterra. In Italia ne sono stati rinvenuti numerosi
resti a Bolca (Verona), Monte Duello (Verona), Monteviale (Vicenza)
e nel bellunese.
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