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Museo di Geologia e Paleontologia




 

Approfondimenti: il tempo geologico

Il concetto di tempo ha accompagnato il pensiero dell'Uomo sin dalle sue origini, in quanto egli ha sempre sentito la necessità di porre in relazione tra loro i diversi eventi che si succedono nella sua storia. Mentre risulta relativamente semplice collegare le vicende della storia umana, e quindi "costruire un calendario", per la storia della Terra non è altrettanto facile. Gli eventi geologici avvengono in un arco di tempo lunghissimo che si quantifica in milioni di anni, fatta eccezione per i fenomeni catastrofici, come alluvioni ed eruzioni, che hanno durata molto breve anche in rapporto alla vita umana.

Il tempo geologico è un concetto di uso continuo in Geologia e in Paleontologia, che indica il tempo intercorso tra la formazione della Terra e il presente. Esso è una sorta di "calendario" di riferimento che serve per dare un ordine agli eventi geologici. Analogamente alla Storia, anche in Geologia, si parla di cronologia relativa (es: Medioevo, Rinascimento) e di cronologia "assoluta" (es: data di una battaglia), o di tempo geologico relativo e di tempo geologico assoluto.


La storia della Terra può essere raffigurata come un orologio, dove il Precambriano occupa quasi il 90% del Tempo Geologico.
l'Uomo compare qualche secondo prima della mezzanotte.

Il tempo geologico relativo stabilisce la successione degli eventi geologici in ordine di tempo. Esso si basa sostanzialmente su due principi: il principio di sovrapposizione di Stenone e sul principio di successione faunistica di William Smith. Il primo ricostruisce la succesione dei fenomeni in ragione ai loro rapporti di sovrapposizione, per cui lo strato più antico sta alla base, o sotto, e lo strato più giovane sta sopra. Si tratta di una legge universale anche se a volte, in natura, si possono trovare gli strati più antichi sopra gli strati più giovani. Questa successione inversa è causata da sconvolgimenti tettonici, come ad esempio il sollevamento delle catene muontuose.

Il secondo principio si basa sull'analisi del contenuto fossilifero: strati contenenti fossili uguali, anche se provenienti da regioni diverse, hanno la stessa età, si sono cioè formati contemporaneamente.
Il collegamento tra il principio di sovrapposizione ed il principio di successione faunistica ha consentito di costruire una scala dei tempi geologici valida a livello mondiale, invece che numerose scale a validità locale.

In base alle differenti faune fossili il tempo geologico è stato suddiviso in tre grandi Ere: Paleozoico, Mesozoico e Cenozoico, che corrispondono ad altrettante importanti tappe della storia della vita sul pianeta Terra.
Il tempo geologico assoluto è la misura in anni del tempo trascorso da un evento geologico fino ad oggi: ad esempio sappiamo che gli ultimi dinosauri sono vissuti 65 milioni di anni fa, mentre i primi ominidi hanno circa 3,5 milioni di anni. Si tratta di informazioni fondamentali, perchè questi numeri ci danno un"immagine concreta del tempo trascorso.

Fin dagli inizi della ricerca geologica e paleontologica, si sono cercati metodi che aiutassero a datare le rocce, ma solo quello basato sul decadimento degli isotopi radioattivi si è dimostrato attendibile, anche se non è sempre utilizzabile perché non tutte le rocce contengono i minerali utili per le datazioni assolute (o radiometriche). Combinando però i metodi della datazione relativa e quelli della datazione assoluta, è possibile estendere le datazioni assolute anche a formazioni dove il metodo radiometrico non è direttamente applicabile.
Le tecniche radiometriche hanno un grado di incertezza, per cui le diverse scale dei tempi geologici possono, in alcuni punti, differire tra loro anche di parecchi milioni di anni.




 

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