Storia
La storia del Museo di Mineralogia dell'Università di
Padova è comune, per un lungo arco di tempo, a quella degli
altri Musei naturalistici padovani. Tutti derivano, infatti, dal'Museo
Vallisneriano", che comprendeva un vasto patrimonio di raccolte
naturalistiche, archeologiche ed artistiche di proprietà del
celebre medico lucchese Antonio Vallisneri, chiamato a Padova nel 1700
a ricoprire la cattedra di Medicina Pratica dell'Ateneo.
Dopo la sua morte (1730), le collezioni vallisneriane furono donate
dal figlio Antonio all'Università e nel 1736 vennero collocate
nei locali del Palazzo del Bo sotto la direzione dello stesso Vallisneri.
Morto Vallisneri (1777), la direzione del Museo rimase vacante fino
al 1806, quando fu affidata al prof. Andrea Renier e, nel 1829, passò al
prof. Tommaso Antonio Catullo, al quale spetta il merito del riordino
e catalogazione delle raccolte vallisneriane.
Nel 1874 le collezioni zoologiche furono portate alla Scuola Medica
di Via S. Mattia, cosicché al Palazzo del Bo restarono quelle
geomineralogiche affidate al prof. Giovanni Omboni.
Nel 1883, durante la direzione del prof. Ruggero Panebianco, si arrivò alla
divisione amministrativa dei Gabinetti di Mineralogia e Geologia. Tale
anno può quindi essere considerato l'anno di nascita del Museo
di Mineralogia come entità a sé stante.
Nell'arco di tempo ora tratteggiato il Museo di Mineralogia si ingrandì e
la originaria Collezione Vallisneriana fu incrementata da numerosi
doni di importanti collezionisti e studiosi del tempo. All'inizio degli
anni "20 il Gabinetto di Mineralogia fu trasferito dal Palazzo del
Bo in alcuni locali di Via Jappelli, in attesa di poter occupare una
nuova sede.
Nel 1923 subentrò a Panebianco il prof. Angelo Bianchi, che
diede ulteriore impulso al Museo con la sistemazione dello stesso nella
sede di Corso Garibaldi (1932) e l'acquisizione della preziosa collezione
mineralogica Gasser (1935).
Nel 1966 il patrimonio mineralogico-petrografico ebbe, per opera dello
stesso Bianchi, definitiva organizzazione e collocazione nei locali
del nuovo edificio, sorto a collegare il Palazzo dell'attuale Dipartimento
di Geoscienze.