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Museo di Zoologia




 





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La vetrina dei mammiferi marini

Foca comune
Phoca vitulina (Linnaeus, 1758)

Il corpo ha una forma affusolata che tende ad assottigliarsi gradualmente passando dalle spalle alla coda, tale da garantire la maggior agilità. Può raggiungere i 2 m e pesare sino a 100 kg. Il capo è arrotondato ed il muso è piuttosto corto. Dal labbro superiore si dipartono dei baffi di setole rigide ed i padiglioni auricolari sono pressoché limitati a una piccola protuberanza triangolare.

Il colore della pelliccia varia dal grigio chiaro al bruno-grigio con delle macchie nerastre sul dorso, mentre i piccoli appena nati sono rivestiti da una lanugine bianca, che viene persa in breve tempo.

La foca comune conduce una vita per lo più solitaria, ad eccezione del periodo degli accoppiamenti quando si formano dei piccoli gruppi. E' un animale estremamente intelligente e prudente, nuota e si immerge con grande maestria e possiede una resistenza all'immersione molto spiccata (fino a 45 minuti). Durante questa fase sia le narici che le piccole aperture auricolari sono chiuse ermeticamente.

L'alimentazione comprende prevalentemente pesci, ma anche molluschi e granchi che caccia solitamente di giorno nelle acque basse, in prossimità delle coste.

Il periodo riproduttivo cade tra giugno e luglio e partorisce generalmente un unico piccolo, raramente due. Quando partorisce due gemelli, poiché è in grado di accudire un solo figlio alla volta, l'altro viene pressoché abbandonato.

Questa foca ama i litorali sabbiosi, i bassifondi e talvolta anche le acque interne in prossimità delle coste alle latitudini settentrionali temperate: in Europa dal Portogallo alla Scandinavia all'Islanda, nel Mare del Nord, nel Mar Baltico e nel Golfo del Messico.

 

Foca monaca
Monachus monachus Hermann, 1799

La foca monaca è un pinnipede che può raggiungere i 2.6 m circa per un peso di 300 kg e presenta un corpo fusiforme per garantire la massima idrodinamicità. Gli adulti presentano il dorso di colore marrone scuro e un ventre grigio maculato, mentre i piccoli alla nascita hanno un soffice mantello di colore nero che viene perso dopo sei settimane.

Il genere Monachus presenta due caratteri distintivi dagli altri focidi: le vibrisse sono lisce e di sezione ovale e le femmine presentano 4 capezzoli invece di 2.

Gli adulti vivono vicino alle coste e compiono brevi spostamenti nelle acque circostanti alla ricerca di cibo. Si nutrono infatti prevalentemente di pesce, non disdegnando cefalopodi e crostacei.

I maschi conducono vita solitaria mentre le femmine vivono in gruppi con i loro cuccioli. Le foche monache danno alla luce un unico cucciolo ogni due anni, tra agosto e novembre, dopo una gestazione di 11 mesi. Il periodo dello svezzamento sembra essere il più pericoloso per la sopravvivenza della foca: i cuccioli nascono in mesi nei quali le mareggiate sono frequenti, quindi le grotte-rifugio possono venir allagate o le mareggiate stesse possono disperdere i piccoli che ancora non sono dei provetti nuotatori.

Un tempo era una specie comune del Mediterraneo e le segnalazioni nelle acque italiane risalgono agli anni 1950-'60 del secolo scorso. Purtroppo a causa dell'intensa caccia, da parte soprattutto dei pescatori, la specie è in serio pericolo di estinzione. Ormai è divenuta talmente rara da essere considerata tra le dodici specie più minacciate del pianeta, le stime più ottimistiche allo stato attuale contano non più di 500 esemplari in mar Egeo e in Mauritania.

 

Vetrina dei mammiferi marini

 


 

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