Collezioni: la collezione di Rovigno
La collezione storica di Rovigno conservata a Chioggia
La storia
Nella Stazione Idrobiologica di Chioggia (VE), sede distaccata del Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova, si trova la storica Collezione di animali marini dell'ex Istituto Italo-Germanico di Rovigno (1891).
Alla fine della II Guerra mondiale, fu compito del professor Aristocle Vatova, che lavorava presso l'Istituto, trasportare il materiale zoologico (micro e macropreparati) e le relative scaffalature.
Tra il 1943 e il 1944 i materiali zoologici furono trasferiti a Venezia e sistemati negli scantinati dell'Istituto Studi Adriatici: si trattava di 1600 preparati macroscopici contenuti all'interno di appositi vasi in vetro e conservati in alcol o formalina e della collezione di vetrini di micropreparati del dr. Graeffe. Molti dei preparati in liquido e la maggior parte dei vetrini provenivano dalla Stazione Zoologica di Trieste (1875-1914) ed erano stati tutti rivisti, rimontati e rideterminati presso l'Istituto Italo-Germanico di Rovigno da Vatova, Pesta, Fauvel, Cuenot ed altri specialisti, prima del trasferimento in Italia. La collezione fu quindi esposta per circa un anno nel Museo di Storia Naturale di Venezia e poi stivata nei locali della Fondazione Canonica (ora C.N.R.) di Venezia.
Nel 1968 fu trasportata a Chioggia, dove Marcuzzi la trovò in pessimo stato e la risistemò. Dopo questo intervento la collezione fu di nuovo ignorata per lungo tempo. Di fatto attualmente non sono più reperibili gli ultracentenari preparati microscopici del Graeffe e non c'é notizia della loro sorte.
Le peregrinazioni di una così importante e storica raccolta, l'incuria e l'abbandono che portò successivamente alla perdita e al deterioramento di diversi preparati, non possono certo essere un vanto per la cultura e l'impegno italiano in campo scientifico.
La Collezione oggi
La Collezione negli ultimi anni è stata oggetto di studi e interventi di riordino, grazie anche ad una convenzione tra il Comune di Chioggia e l'Università di Padova.
Il materiale è stato tutto ricatalogato, archiviando in un database elettronico ogni informazione riportata sui cartellini esterni o interni dei vasi e attribuendo un nuovo numero di catalogo.
Molti dei nomi scientifici riportati sono caduti in sinonimia, di conseguenza è stata effettuata la revisione tassonomica di quasi tutto il materiale, aggiornandola in base alle opere più recenti e in alcuni casi avvalendosi anche dell'esperienza di specialisti dei singoli gruppi.
I reperti della collezione sono molto fragili, perciò gli interventi di restauro per adesso sono stati ridotti al minimo indispensabile. Inoltre la locazione attuale non è tra le più idonee, né è accessibile al pubblico, quindi tutto il materiale è provvisoriamente riordinato in ordine sistematico all'interno di vetrine chiuse.
Sono presenti 1266 preparati di animali provenienti per la quasi totalità dall'Adriatico (Trieste, Rovigno, Laguna di Veneta, Isole croate etc), alcuni dei quali ormai rari. Tutti gli esemplari sono conservati in liquido, ad eccezione di due molluschi conservati a secco. Nello specifico questa collezione consta di: 42 specie di Poriferi, 33 di Celenterati, 4 di Ctenofori, 11 di Platelminti, 8 di Nemertini, 1 di Acantocefali, 3 di Nematodi, 3 di Echiuroidei, 6 di Sipunculoidei, 183 di Anellidi, 143 di Crostacei, 95 di Molluschi, 7 di Briozoi, 1 di Foronidei, 1 di Chetognati, 2 di Enetropneusti, 45 di Echinodermi, 17 di Tunicati, 1 di Cefalocordati, 1 di Ciclostomi, 14 di Selacei, 129 di Teleostei e 1 di Mammifero. Sono classificati fino al genere 34 esemplari e altri 34 sono da determinare. Le date di raccolta di questi esemplari sono comprese tra il 1861 e il 1943.
Il lavoro di recupero di questa collezione non è ancora finito, restano ancora da restaurare alcuni preparati e anche da revisionare diverse specie di difficile determinazione.
L'intento finale è quello di spostare il materiale dall'attuale sede e allestire un'esposizione museale nel vicino Palazzo Grassi di Chioggia, attualmente sede dei corsi di Biologia Marina della Facoltà di Scienze dell'Università di Padova.