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fish no waste

la mostra al Museo Olivi di Chioggia


“FishNoWaste”, un progetto e una mostra per la salvaguardia del mare Adriatico

Microplastiche proposte come piatto gourmet nel menu di un immaginario ristorante di pesce, giochi interattivi, digitali e fisici, per spiegare quali sono i tempi di degradazione dei rifiuti e qual è il loro corretto smaltimento, poster che raccontano la storia del Museo di Zoologia Adriatica “Giuseppe Olivi”, del mercato ittico e della pescheria di Chioggia e, per concludere, un video che spiega quali sono le conseguenze della presenza dei rifiuti nei fiumi e nei mari per la fauna e per l’umanità.
Questi sono alcuni dei contenuti della mostra “FishNoWaste”, che verrà inaugurata giovedì 9 luglio alle ore 17:00 presso il Museo di Zoologia Adriatica “G. Olivi”.
L’esposizione, visitabile a partire dal 9 luglio fino al 20 settembre, rientra nel progetto Interreg Italia - Croatia da cui prende il nome la mostra e di cui il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova è capofila ed è il risultato finale del percorso di educazione ambientale rivolto agli studenti degli Istituti “Enaip Veneto” e I.S. “Cestari - Righi” di Chioggia, del Liceo “Romano Bruni” di Padova e del Gruppo studentesco Lataste dell’Università di Padova.


Il progetto “FishNoWaste”

Il progetto, iniziato nel 2024 e che si concluderà a fine 2026, nasce dalla collaborazione tra l’Università di Padova, amministrazioni locali, cooperative di pesca e aziende.
La sua finalità è la riduzione e la gestione dei rifiuti raccolti in mare o prodotti dai pescherecci in alcuni porti dell’alto Adriatico tra Italia e Croazia per promuovere la pesca sostenibile. In Italia sono stati coinvolti il porto di Chioggia e quello di Rimini, mentre in Croazia quelli di Tribunj e Brižine, vicino a Spalato.
Un obiettivo ambizioso, conseguito lavorando principalmente su due fronti: in collaborazione con i comparti pesca locali, per la ricerca di strategie per la riduzione, il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti e con le istituzioni scolastiche per la realizzazione di percorsi di educazione ambientale rivolti a studenti degli istituti secondari di secondo grado e dell’università.


L’intervento nel porto di Chioggia

Lo studio sulle tipologie e sui quantitativi dei rifiuti raccolti in mare o prodotti dalle imbarcazioni ha permesso di mettere in campo delle “soluzioni pilota” per la loro gestione, coinvolgendo anche armatori e pescatori.
Il progetto ha visto il coinvolgimento di trentadue motopescerecci per un totale di 115 pescatori imbarcati. A Chioggia le imbarcazioni interessate sono state cinque, per un totale di trentotto persone a bordo.
“Spesso i pescherecci, durante le loro normali attività, rinvengono in mare dei rifiuti, anche ingombranti, ma non hanno la possibilità di smaltirli adeguatamente al rientro in porto, rischiando talvolta di essere addirittura sanzionati” - spiega Lara Endrizzi, conservatrice del Museo.
“Di frequente i porti pescherecci non hanno aree ecologiche, strutture né convenzioni adeguate per gestire questi rifiuti - sia pescati che prodotti, per esempio le reti a fine vita, - in maniera legale e comoda. - aggiunge Paolo Comandini, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Biologia - “Quello del pescatore è un lavoro faticoso, anche in termini di orari, e avere a disposizione strutture e servizi che consentano loro di gestire i rifiuti in maniera corretta ed efficiente è fondamentale sia per le loro attività sia per la protezione dell’ambiente.”
In ognuno dei porti interessati dal progetto si stanno adottando delle strategie ad hoc per migliorare i processi di gestione, smaltimento e riciclo dei rifiuti.
I rifiuti marini costituiscono una materia complessa, rientrano nei cosiddetti “rifiuti speciali” e richiedono una gestione specifica, non potendo essere trattati alla stregua di normali rifiuti domestici.
È necessario attivare delle sinergie virtuose tra tutti gli attori territoriali - amministrazioni locali, università e enti di studio, aziende e cooperative - che si occupano della materia per individuare soluzioni specifiche per ogni contesto.
A Chioggia, uno dei porti pescherecci più grandi d’Italia,il progetto ha visto la collaborazione tra il mercato ittico cittadino, i pescatori e l’amministrazione comunale per l’imminente costruzione di un’area ecologica vicino al mercato ittico che permetterà ai pescatori lo scarico diretto dei rifiuti in appositi cassoni, senza essere costretti a trasportarli altrove. La loro gestione sarà affidata, tramite convenzioni, ad aziende specializzate nel loro smaltimento o nel loro riciclo, nell’ottica della promozione di un’economia circolare.
La grande eterogeneità nelle strategie di gestione e smaltimento dei rifiuti marini utilizzate nei diversi porti oggetto di studio ha reso critico raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, ma la proroga del progetto consentirà di completare le azioni pilota avviate e di monitorarne l’efficienza.
“Grazie al monitoraggio dell’efficienza e alla sinergia con gli enti locali e con i partners, la nostra speranza è quella di seguire l’evoluzione e l’andamento di queste azioni che abbiamo implementato nei vari porti e, in futuro, proporre nuovi progetti che migliorino le soluzioni che abbiamo individuato in questo primo progetto”.


Generare responsabilità condivisa nella tutela del mare: i percorsi nelle scuole e all’Università di Padova

Ai percorsi di educazione ambientale nelle scuole, invece, in Veneto hanno partecipato un centinaio di studenti, compreso il gruppo di universitari “Lataste”.
Il percorso formativo rivolto agli studenti degli istituti secondari di secondo grado è consistito in un modulo teorico di tre incontri, con l’obiettivo di promuovere l’acquisizione di conoscenze rispetto alle conseguenze dell’inquinamento prodotto dai rifiuti marini e dell’inquinamento in generale e di generare una responsabilità condivisa rispetto all’adozione di strategie utili e quotidiane per ridurre la produzione di rifiuti e migliorare la loro gestione.
“Sono giovani, soprattutto quelli di Chioggia, che spesso vivono a contatto con la pesca, avendo genitori o conoscenti pescatori. Ciononostante non sempre sono a conoscenza delle problematiche ambientali ad essa legate .” - spiega Comandini.
Alla teoria sono seguite una visita al mercato ittico o alla pescheria per vedere la catena produttiva dei prodotti ittici, una visita al Museo di Zoologia Adriatica per capire quali sono le specie residenti nell’area e una giornata dedicata alla pulizia della spiaggia di Sottomarina, frazione di Chioggia. Il Gruppo Lataste è stato invece coinvolto nella pulizia della spiaggia di Porto Caleri, in provincia di Rovigo.
La partecipazione al progetto, coordinato dal Professor Alberto Barausse, è stata elevata, sia per quanto riguarda gli interventi con i pescatori che per quelli nelle scuole.

 

La mostra: il progetto raccontato dagli e dalle studenti

La mostra “FishNoWaste” racconta il progetto attraverso gli occhi dei ragazzi e delle ragazze che vi hanno partecipato attraverso molteplici linguaggi, da quelli più accademici come i poster a quelli più creativi e ludici come video, istallazioni artistiche e giochi interattivi.
Una particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità visiva e linguistica dei contenuti dell’esposizione, che sono disponibili sia in italiano che in inglese.
“La vera peculiarità della mostra – conclude Endrizzi – consiste nell’aver chiesto direttamente alle classi di realizzare i contenuti da esporre, come progetto conclusivo del percorso affrontato insieme. Ciò non solo ha reso studentesse e studenti partecipanti attivi, assimilando meglio le conoscenze apprese, ma ha permesso loro di rendersi protagonisti e portatori di cambiamento all’interno di un territorio che, pur essendo casa per molti, merita di essere conosciuto pienamente e protetto”.

 

La mostra è visitabile presso il Museo di Zoologia Adriatica "Giuseppe Olivi" dal 9/7 al 20/9 negli orari di apertura del Museo con ingresso gratuito compreso nel biglietto.

 

INAUGURAZIONE
Giovedì 9 luglio 2026 ore 17:00

Museo di Zoologia Adriatica "Giuseppe Olivi"
Riva Canal Vena, 1281 Palazzo Grassi, 30015, Chioggia Italy

 

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