Approfondimenti: la collezione etnografica dell'Oceania
La collezione etnografica dell'Oceania comprende varie raccolte, per un totale di più di 500 oggetti provenienti dall'Australia, dalla Melanesia (Nuova Guinea e vicini arcipelaghi), dalla Polinesia (in particolare della Nuova Zelanda e da Samoa) e pochissimi dalla Micronesia (Isole Caroline).
La maggioranza dei reperti appartiene a una passato etnografico perché molte delle culture che li hanno prodotti oggi non esistono più o si sono trasformate, spesso in modo drammatico. I valori tradizionali, connessi al mondo mitico e religioso, che ne ispirarono la produzione artistica non hanno retto, se non in minima parte, all'impatto con il mondo occidentale.
Gli oggetti di questa collezione – seguendo la sorte comune ai reperti etnografici – sono stati tolti da una realtà che dava loro vita e significato per passare al contesto di un museo; è in questo modo, tuttavia, che hanno potuto essere conservati.
La Collezione Capra
Il primo nucleo della collezione oceaniana si costituì all'inizio del secolo scorso con la donazione di un sacerdote valdostano, Don Giuseppe Capra (1873-1952). Singolare figura di studioso, egli unì in una personalità brillante e dinamica doti di naturalista, esploratore e geografo a quelle religiose e umane che ne motivarono le scelte di vita. Sensibile al problema dell'emigrazione, viaggiò per conto dell'Italica Gens, la federazione per l'assistenza degli emigrati transoceanici e nel levante, e di altre associazioni governative che operavano del settore. Spesso e con dolore parla della condizione degli Aborigeni: "La storia dell'occupazione inglese è […] una macchia, un'infamia per la storia della civiltà; per gli aborigeni la civiltà suonò degenerazione, distruzione, morte".
Sui rapporti del Capra con l'Istituto di Antropologia dell'Università di Padova non esistono notizie precise. Si può supporre che l'amicizia con il suo direttore, Enrico Tedeschi, basata sui comuni interessi scientifici, sia nata negli anni universitari intorno al 1905, nel periodo in cui egli insegnò nella vicina Este.
La Collezione del Museo dell'Arsenale di Pola
Questa collezione proviene dall'Arsenale della Marina da Guerra austroungarica di Pola. Queste raccolte costituivano parte del museo dell'Imperial Regia Marina che alla fine della Prima Guerra Mondiale - con l'annessione dell'Istria all'Italia - aveva subito un inevitabile smembramento. Negli anni 1934-36, la collezione etnografica, comprendente oggetti dell'Oceania e dell'Africa, fu acquista dal Battaglia, allora direttore dell'Istituto di Antropologia di Padova.
Sembra che parte degli oggetti provenienti dall'Oceania siano stati raccolti durante la prima circumnavigazione della terra compiuta dalla Marina austriaca sia per fini commerciali che scientifici. Alla spedizione infatti si unirono scienziati diversi, sotto gli auspici dell'Imperial Accademia delle Scienze di Vienna: tra questi un etnografo, Karl Scherzer, che fu poi il cronista del viaggio.
La collezione giunta a Padova non risulta far parte della lista ufficiale degli oggetti raccolti da Sherzer, custoditi oggi dal Völkerkunde Museum di Vienna. Appare verosimile l'ipotesi che, accanto alla collezione principale, se ne andassero formando delle secondarie, o che molti oggetti costituissero dei doppioni. Rimane il fatto che i materiali sono in parte simili, o comunque provengono, nella maggioranza dei casi, dalle stesse località dei reperti "ufficiali". Inoltre, negli ultimi decenni dell'Ottocento, altre navi, dopo il "Novara", salparono da Trieste o da Pola dirette in Australia o in Polinesia: tra queste la "Helgoland", la "Saida" e la "Fasana". Non è dunque da escludere che il Museo dell'Arsenale della Marina austroungarica sia stato arricchito anche da collezioni etnografiche raccolte nel corso di queste spedizioni.
Le altre acquisizioni
Alcuni oggetti di origine polinesiana fanno parte della Collezione d'Arte Orientale in prestito da Venezia (Collezione Bardi), mentre altri oggetti provenienti da aree diverse della Nuova Guinea (Coll. Tommaseo e Coll. Corrain) e dell'Isola di Pasqua (Coll. Drusini) sono state acquistate da docenti e collaboratori dell'Istituto di Antropologia nel corso di missioni scientifiche.
Australia
Melanesia
Micronesia
Polinesia
Ringraziamenti
Un doveroso ringraziamento per il prezioso aiuto in questo lavoro va a Chiara Peron, Giulia Rossi, Stefano Morato, Giovanni de Monte, Maja Radivojević e Covadonga Iglesias Pastrana.
Bibliografia essenziale
AA.VV. (1991) Oceania. Editime, Padova.
AA.VV. (1996) I Musei, le Collezioni scientifiche e le sezioni antiche delle Biblioteche . Università di Padova, Padova.
BIASUTTI R. (1967) Le razze e i popoli della terra. Vol. 4: Oceania-America, 4. ed. riveduta e aggiornata, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino.