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Museo di Antropologia
 




La sede storica dell'Istituto e Museo di Antropologia, in via Jappelli 1

 

Storia del museo

La storia della formazione delle prime collezioni custodite dall'attuale Museo di Antropologia risale agli inizi dell'Ottocento: alcuni dei materiali delle collezioni etnologica e paletnologica sono infatti menzionati nel
Catalogo delle collezioni del Gabinetto di Storia naturale (1828) e, più tardi (1880), nel Catalogo Speciale di oggetti preistorici del Gabinetto di oggetti preistorici del Gabinetto di Zoologia e Anatomia comparata.
Da allora la consistenza e la varietà delle raccolte saranno destinate a crescere nel tempo, seguendo dappresso lo sviluppo delle scienze antropologiche a Padova.

Il primo corso libero di Antropologia, menzionato nell'annuario universitario di Padova del 1878-79, fu impartito dal prof. Giovanni Canestrini. Fu il prof. G. Canestrini che, "
sagrificando del proprio, a rendere possibile, in tanta miseria di Stato, il sorgere di un gabinetto di Antropologia nell'Università di Padova.", come ricorda il prof. E. Tedeschi nella Prolusione al Corso di Antropologia professato nella R. Università di Padova l'anno 1897-98.

La data di nascita di un Istituto e Museo di Antropologia, costituito con un fondo del Gabinetto di Zoologia ed Anatomia Comparata, con sede in un edificio proprio, è fatta risalire al 1882. Secondo altre fonti, invece, è solo nel 1897 che il prof. Enrico Tedeschi diviene titolare di un
Gabinetto di Antropologia.
Dall'Istituto di Zoologia furono cedute alcune raccolte paletnologiche (Mantova, Modena, Arquà), una mummia dissecata e altri resti mummificati, umani e animali. Sotto la direzione del Tedeschi, il Museo dell'Istituto acquisì anche la prima importante raccolta etnografica dell'area australe.

Alla direzione del prof. Raffaello Battaglia, dal 1932 fino al 1958, corrisponde il momento di maggior arricchimento del museo. Negli anni 1934-36 si ha l'acquisizione delle raccolte del Museo dell'Arsenale della Marina di Pola con materiale proveniente dall'Oceania e in parte dall'Africa. Inoltre si ottengono in deposito materiali etnografici dal Museo d'Arte orientale di Ca" Pesaro di Venezia, provenienti dall'Indonesia, dal Sudest asiatico e soprattutto da Cina e Giappone. Altre donazioni riguardano materiali etnografici provenienti dall'India e dal Sudan.

Sotto la direzione del prof. Cleto Corrain (anni "60-"70) le collezioni etnografiche si accrebbero di raccolte provenienti dall'Africa orientale e centro orientale, dall'India, dall'Asia sudorientale, dalla Papua Nuova Guinea e dal Tibet, nonché gran parte della raccolta di oggetti del folklore e della cultura contadina italiana ed europea.

Durante la direzione del prof. Giancarlo Alciati (anni "80 e primi "90) si è provveduto ad interventi urgenti di conservazione e di restauro di materiali delle collezioni etnografiche e paletnologiche; alla catalogazione della collezione osteologica, della collezione paletnologica e di numerose collezioni etnografiche. Le collezioni museali si sono arricchite di una raccolta craniologia Asmat e di oggetti di questa e di altre culture dell'Irian Jaya e dell'Indonesia.


 


 
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