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Museo di Geologia e Paleontologia




 



 

Approfondimenti: i cetacei fossili del bellunese

In museo sono conservati numerossimi resti di cetacei odontoceti, simili a delfini, provenienti da alcune cave situate nei pressi delle località di Libàno e Bolzano (Belluno). Un tempo da queste cave si estraeva la pietra da mole, o molassa, un’arenaria micacea quarzosa, debolmente glauconitica, dalle propietà abrasive, che si è probabilmente deposta in un ambiente di fronte deltizia.

Questi delfini fossili risalgono al Miocene inferiore e presentano non poche affinità con le specie che attualmente popolano le acque costiere dei delta fluviali, come quello del Gange.

I cetacei sono tra i più spettacolari mammiferi viventi, di taglia da media a molto grande; la Balenotterra azzurra può infatti superare i 30 metri di lunghezza. Sono animali acquatici, con corpo privo di pelo e idrodinamico, muso allungato a becco, collo corto e pinna caudale orizzontale. Il senso più sviluppato è l’udito; l’osso timpanico e il petroso sono generalmente fusi in un massiccio elemento osseo, chiamato cetolito. La dentatura nelle prime forme fossili si presenta completa, eterodonte; successivamente è molto modificata e porta a individuare due gruppi: gli odontoceti, che possiedono i denti tutti uguali (omodonti), comprendono i delfini, le focene e i capodogli, i misticeti, senza denti, ma con i fanoni adattati alla filtrazione del plancton, comprendono le balene e le megattere. Le estremità, a forma di pinne, sono pentadattile, in qualche caso tetradattile.

I cetacei si evolsero da antenati mammiferi terrestri. Il cetaceo più antico conosciuto è
Pakicetus, dell’Eocene inferiore del Pakistan.


Eoplatanista gresalensis, un delfino fossile dal Miocene inferiore di Libáno Bellunese (Belluno)









 

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